16 ottobre 2020
16 ottobre 2020

Ore 8:30 - Perché l’UE vuole regolamentare l’economia delle piattaforme?

Parlamento europeo

Gli ultimi 20 anni sono stati caratterizzati da uno sviluppo del mondo online: basti pensare all’avvento di tutte le nuove tecnologie e imprese, dei nuovi modi di lavorare, di fare shopping, di prenotare una vacanza o ancora di ordinare cibo online o di acquistare abbonamenti per i trasporti. La direttiva sul commercio elettronico, ovvero il caposaldo del mercato unico digitale, è stata adottata nel 2000, quando le piattaforme come Amazon, Google e Booking.com erano appena agli inizi, e quelle come Facebook, Airbnb e Instagram non esistevano neppure.

La legislazione europea ha quindi bisogno di rimettersi in pari con il progresso digitale. Per questo motivo l’UE sta lavorando alla Legge sui servizi digitali, un nuovo quadro legislativo che determinerà le linee guida per il futuro panorama digitale e in cui saranno incluse le piattaforme online, per assicurare a utenti e compagnie un ambiente migliore e più sicuro.

L’impatto finanziario dell’economia delle piattaforme
Uno dei progressi più significativi degli ultimi 20 anni è l’avvento delle piattaforme online. Esse includono mercati digitali, social media, app store, siti web di confronto dei prezzi dei singoli prodotti, motori di ricerca. È difficile oggi immaginare la nostra vita senza questi servizi.

Rendendo più facile il commercio dentro e fuori l’UE le piattaforme online hanno portato benefici significativi ai consumatori, oltre ad aver offerto nuove opportunità per le attività e gli operatori commerciali europei. Secondo la Commissione europea, ben un milione di attività in Europa sta già vendendo prodotti e servizi attraverso delle piattaforme online, e oltre il 50% di piccole e medie imprese sta usufruendo di e-marketplace per le vendite oltreconfine.

Quali sono i problemi delle piattaforme online che l’UE vuole regolare?
Avere nuove opportunità significa avere nuovi rischi. I consumatori europei sono esposti a una nuova varietà di merci, attività e contenuti illegali, mentre a loro volta i piccoli commercianti online faticano a farsi strada in un mercato dominato da piattaforme più grandi. Grazie ai loro servizi e il loro accesso a una grande quantità di dati, infatti, le piattaforme online fanno leva sulla propria capacità di connettere un grande numero di aziende con un altrettanto elevato numero di consumatori per avere il controllo su aree fondamentali per l’economia digitale e per fissare determinati modelli. L’UE vuole riprendere l’iniziativa per uniformare queste aree a livello europeo e per stabilire delle norme per il resto del mondo.

La risposta del Parlamento europeo a questi problemi
I membri della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori hanno indicato le loro priorità su cosa dovrebbe includere la Legge sui servizi digitali per migliorare il funzionamento del mercato unico:

Dovrebbe essere valido per le aziende europee e per le compagnie costituite altrove ma che vendono i propri prodotti ai consumatori europei, e dovrebbe riferirsi a tutti i servizi digitali, non solo alle piattaforme online.
I consumatori dovrebbero essere tutelati nello shopping online come in quello nei negozi tradizionali. Quindi ciò che è illegale nel mondo reale, dovrebbe essere considerato altrettanto illecito online, e le piattaforme dovrebbero raddoppiare gli sforzi per arginare gli operatori commerciali che propongono prodotti contraffatti e/o non sicuri.
L’introduzione della regola “conosci il tuo cliente” dovrebbe esigere dalle piattaforme che controllino attivamente e blocchino le aziende fraudolente dall’utilizzare i loro servizi per vendere prodotti pericolosi o per fare della disinformazione.
I consumatori dovrebbero avere il diritto di essere informati se un servizio sta utilizzando l’intelligenza artificiale: dovrebbero avere più controllo e la possibilità di disattivazione. Inoltre, la pubblicità personalizzata dovrebbe essere regolata in maniera consona.
La Legge sui servizi digitali dovrebbe facilitare l’ingresso delle piccole e medie imprese sul mercato, affrontando l’attuale situazione non competitiva creata dai grandi attori digitali che dettano le regole per i loro utenti e per i loro concorrenti. La proposta norma ex ante, che quindi dovrebbe essere valida una volta che il regolamento sarà adottato, impedirebbe alle grandi piattaforme di comportarsi come filtro per l’accesso al mercato.
Il regolamento dovrebbe fornire maggiore chiarezza e istruzioni su come fronteggiare i contenuti illeciti e nocivi online.

Il contesto e i prossimi passi
A gennaio la Commissione europea ha annunciato dei piani per presentare la nuova Legge sui servizi digitali nell’ultimo trimestre di quest’anno, per creare “Un’Europa pronta per l’era digitale”. Tre commissioni parlamentari (la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, la commissione giuridica e la commissione per le libertà civili) hanno preparato alcune relazioni con le raccomandazioni indirizzate alla Commissione europea sui diversi aspetti della legge. Le relazioni saranno discusse e votate dall’intero Parlamento durante la sessione plenaria del 19-22 ottobre.
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