Nella giornata di ieri, nell’Aula alla Camera, l’equo compenso per i professionisti ha ottenuto 251 voti favorevoli e 9 astensioni. Tale norma è finalizzata alla tutela del professionista nel rapporto con il cliente e, di conseguenza, annulla le clausole che non riconoscono un compenso equo e proporzionale all’attività svolta.
Alcune parti del testo elaborato dalla Commissione sono state decisive per l’approvazione della proposta che è stata valutata finanziariamente sostenibile. Nella norma non sono inclusi gli agenti della riscossione e le imprese cartolarizzate. E’ stata esclusa, tra l’altro, l’applicazione dei nuovi vincoli ai contratti già esistenti ai quali sarebbe conseguito un onere eccessivo. In merito, il sottosegretario alla Giustizia, Paolo Francesco Sisto, ha sottolineato l’importanza di tale legge, la quale interviene su delle ingiustizie sociali nel mondo professionale. Il testo, adesso, passerà in mano al Senato, che potrebbe procedere a delle modifiche e, di conseguenza, potrebbe includere anche l’equo compenso.
Nel dettaglio, il testo, non ancora disponibile, prevede che l’equo compenso sia applicato a banche, assicurazioni e imprese, con più di 50 dipendenti o con un fatturato superiore a 10 milioni di euro, e alla pubblica amministrazione. Richiamando gli agenti della riscossione, è presente un ordine del giorno in modo da trovare le risorse per includerli nella norma. Attualmente, la copertura è pari a 150 milioni l’anno dal 2022. Per i contratti regolati da convenzioni è prevista la tutela di legge.
In merito al testo, i vari sindacati, nonostante apprezzino il principio di fondo, non nascondono le proprie perplessità. I dubbi sono inerenti all’ambito di applicazione limitato, all’esclusione di numerosi rapporti con la PA dalla tutela poiché non sono convenzionali; nonché all’esclusione delle società partecipate della PA, delle cartolarizzate e degli agenti di riscossione.
Inoltre, sono state sollevate delle polemiche per il diverso trattamento riservato ai professionisti iscritti agli Ordini, ai quali rispetto agli altri, sono affidati dei compiti inerenti alle proprie competenze.
Tra l’altro, anche il meccanismo sanzionatorio che si attuerà, ha suscitato numerosi dibattiti. Infatti, qualora un professionista accetti un compenso minore della soglia di equità, la sanzione sarà riservata allo stesso piuttosto che al committente che ha avanzato la proposta. Le sanzioni saranno emanate dall’Ordine di competenza in quanto ci si trova di fronte ad un illecito disciplinare. In merito, l’ADC definisce tale legge falsa e punitiva nei confronti dei più deboli.
Per quanto riguarda il centro-destra e Fratelli d’Italia, non nascondano la propria soddisfazione anche se durante le dichiarazioni di voto, qualche parlamentare si è augurato, che nel passaggio al Senato, il testo sia sottoposto a ulteriori approfondimenti e modifiche.
© Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata