4 novembre 2023

Semplificando

Autore: Paolo Iaccarino
L’intera struttura del concordato preventivo biennale e, in particolare, l’elaborazione e l’adesione alla proposta dell’Agenzia delle Entrate, impone nuovi adempimenti e nuove comunicazioni a carico degli intermediari. Fermi restando gli ordinari obblighi contabili e dichiarativi, anche ai fini ISA, la proposta concordataria, infatti, è condizionata all’acquisizione di ulteriori dati.

Come al solito tutto dipende da noi, intermediari del fisco telematico. Come nella migliore tradizione degli ultimi anni, ogni tentativo di semplificazione favorisce ulteriore complessità, con la nascita di nuove procedure per i contribuenti e la conseguente proliferazione di altri adempimenti per gli intermediari.

Con il concordato preventivo biennale, inevitabilmente, prima saremo chiamati a fornire le informazioni e i dati funzionali all’elaborazione della proposta per conto dei nostri assistiti, con termini perentori, poi a valutare la proposta da loro ricevuta, sempre con termini perentori. L’ipotesi iniziale, nostro malgrado, prevede che la proposta conciliativa possa intervenire entro il quinto giorno precedente a quello previsto per il saldo delle imposte relative alla dichiarazione dei redditi e l’adesione debba avvenire entro il predetto termine di pagamento. Potenzialmente soli cinque giorni per decidere, dicasi cinque.

Procedure, adempimenti e nuovi termini. Tutta semplificazione. Per questo motivo anche il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili è all’erta. Con un Comunicato Stampa pubblicato ieri, a poche ore dalla diffusione della prima bozza del provvedimento, il Presidente Elbano de Nuccio e il Tesoriere Salvatore Regalbuto hanno immediatamente stigmatizzato il contenuto della prima bozza, incamerando la disponibilità del Viceministro Maurizio Leo ad adeguare i termini.

Basterà? Probabilmente no. Parte della riforma fiscale, soprattutto in tema di controlli, non può prescindere dal ruolo degli intermediari, quali interpreti in tempo reale nel complicato rapporto fra fisco e contribuente. Anche se questa volta i termini verranno adeguati, resterà sempre il nodo. Semplificare significa eliminare adempimenti, ridurre la burocrazia, velocizzare le procedure. L’esatto opposto di quanto la riforma ci riserverà.
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