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Economia & Società

26 aprile 2021

Recovery Plan: investimenti in sei macro-aree

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Una nota di Palazzo Chigi esplica che il Recovery Plan, organizzato in sei punti, avrà un impatto sul Pil del 3,6% e sull’occupazione del 3% entro il 2026, ultimo anno in cui sarà attuato. Nel dettaglio, il 40% delle risorse finanzierà il Sud Italia, mentre il 38% sarà indirizzato al green e, infine, il 25% al digitale.

Il Piano destinerà complessivamente 49,2 miliardi di euro, 40,7 miliardi provengono dal PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) mentre 8,5 miliardi dal Fondo. L’obiettivo è di promuovere la trasformazione digitale del Paese, incentivare l’innovazione produttiva e sovvenzionare i settori del turismo e della cultura. I finanziamenti permetteranno la fornitura di una banda ultra-larga e di connessioni veloci in tutta Italia. In tal modo, assicurerà la fornitura di 1 Gbps in rete fissa a circa 8,5 milioni di famiglie e a 9.000 edifici scolastici, e, infine, fornirà una connessione adeguata ai 12.000 punti di erogazione del Servizio Nazionale.

Inoltre, avrà inizio un Piano Italia 5G per il potenziamento della connettività mobile in aree a fallimento di mercato. Il Piano permetterà, dunque, l’acquisto e l’utilizzo di tecnologie innovative e competenze digitali nel settore privato e migliorerà le infrastrutture digitali della pubblica amministrazione. Saranno inoltre potenziati i siti storici delle strutture turistico-ricettive.

Il secondo settore in cui il Piano investirà sarà la Rivoluzione Verde e la Transizione Ecologica, al quale saranno destinati in totale 68,6 miliardi (59,3 dal PNRR e 9,3 dal Fondo). Il fine è di migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa ed inclusiva, come sottolineato dal documento. Il piano investirà in riforme per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, cercando di raggiungere il 65% di riciclo nei rifiuti plastici e il 100% nel recupero del settore tessile. Gli investimenti saranno utilizzati per il rinnovo del trasporto pubblico locale, acquistando bus a bassa emissione, e per il rinnovo del trasporto regionale attraverso mezzi a propulsione alternativa. Tra l’altro, saranno erogati dei finanziamenti per incrementare l’efficienza energetica di edifici pubblici e privati. Il governo ipotizza di incentivare le fonti di energia rinnovabile e di semplificare le procedure burocratiche di autorizzazione dello stesso settore. Nel dettaglio, si finanzierà significativamente, la filiera dell’idrogeno, la ricerca di frontiera, la sua produzione e l’utilizzo locale nell’industria del trasporto. Il Piano finanzierà le infrastrutture idriche in modo da ridurre le perdite nelle reti per l’acqua potabile del 15% cercando di diminuire il dissesto idrogeologico.

Il Piano stanzierà 31,4 miliardi (25,1 dal PNRR e 6,3 dal Fondo) in un terzo settore, quello delle Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile. L’obiettivo principale è quello di permettere lo sviluppo di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile ed estesa in tutte le aree d’Italia. Il Piano incentiverà soprattutto i trasporti ferroviari ad alta velocità, cercando di migliorare i tempi di percorrenza, soprattutto nel centro-sud. Il documento evidenzia che il governo investirà sul sistema portuale e nella digitalizzazione della catena logistica.

Per l’Istruzione e la Ricerca è previsto un finanziamento di 31,9 miliardi di euro (30,9 dal PNRR e 1 miliardo dal Fondo). Il fine è di migliorare il sistema educativo attraverso le competenze digitali-tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico. Il Piano prevede investimenti negli asili nido, nelle scuole materne e nei servizi di educazione e cura per l’infanzia. Gli edifici scolastici saranno ristrutturati, con una superficie totale di 2.400.000 metri quadri. I programmi di dottorato e dei corsi di laurea aumenteranno, sarà sviluppata l’istruzione professionalizzante e il settore della ricerca e del trasferimento tecnologico.

La quinta missione che il Piano incentiverà sono i progetti di Inclusione e Coesione ai quali sono destinati 22,4 miliardi di euro (19,8 dal PNRR e 2,6 miliardi dal Fondo). Il governo investirà, particolarmente, nello sviluppo dei centri per l’impiego e l’imprenditorialità femminile, creando un nuovo Fondo Impresa Donna. I servizi sociali e gli interventi per la vulnerabilità saranno rinnovati e il governo dovrebbe garantire degli investimenti infrastrutturali per le Zone Economiche Speciali e interventi di rigenerazione urbana per i centri periferici delle città metropolitane.

Gli ultimi investimenti del Piano sono previsti per il settore della Salute, al quale sono destinati 18,5 miliardi di euro (15,6 dal PNRR e 2,9 miliardi dal Fondo). L’obiettivo è di incentivare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio e modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario per garantire equità di accesso alle cure. Gli investimenti saranno indirizzati all’assistenza di prossimità diffusa sul territorio, nello specifico, in 1.288 Case di comunità e 391 Ospedali di comunità. L’assistenza domiciliare sarà migliorata cercando di raggiungere almeno il 10% della popolazione over 65, l’attivazione di 602 Centrali Operative Territoriali potenzierà l’assistenza da remoto. Il Governo, infine, incentiverà l’aggiornamento tecnologico e delle attrezzature per diagnosi e cura, attraverso l’acquisto di 3.133 nuovi grandi attrezzature nelle infrastrutture ospedaliere. La nota del governo rende noto che il Piano migliorerà l’infrastruttura tecnologica per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione dei dati e garantirà la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico.
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