Possono beneficiare delle
agevolazioni le PMI che operano su tutto il territorio nazionale e che soddisfano i requisiti previsti dall'articolo 5, comma 1, del decreto 13 novembre 2024. Le imprese devono essere regolarmente costituite e iscritte come attive nel
Registro delle imprese. Le imprese non residenti in Italia devono dimostrare il possesso della personalità giuridica nel loro paese di residenza, con una conferma dal registro delle imprese locale, e devono avere una unità produttiva sul territorio italiano.
Inoltre, le PMI devono essere nel pieno esercizio dei propri diritti, non essere in
liquidazione e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria. Non devono essere destinatari di un ordine di recupero per aiuti dichiarati illegali dalla Commissione Europea e devono essere in regola con la restituzione di somme dovute per revoche di agevolazioni precedenti.
Le imprese non devono trovarsi in
difficoltà economica, secondo quanto definito dal regolamento GBER, e devono operare in regime di contabilità ordinaria, con almeno un bilancio approvato e depositato presso il Registro delle imprese. In alternativa, per le imprese individuali e le società di persone, è sufficiente aver presentato almeno una dichiarazione dei redditi.
Infine, le PMI devono essere in regola con gli
obblighi contributivi. Sono escluse dall’agevolazione le imprese operanti nei settori carbonifero, nella produzione primaria di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, come indicato nell’allegato 1 del decreto 15 marzo 2025, oltre a quelle escluse ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto 13 novembre 2024.