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Quotidiano
8 luglio 2024
La bancarotta è “riparata” con la sentenza del Giudice civile
Si configura la bancarotta “riparata” anche laddove la retrocessione dei beni non sia dipesa da una scelta degli amministratori ma imposta da un provvedimento giudiziario. È quanto emerge dalla lettura della sentenza n. 26115/2024 della Corte di cassazione (Sez. 5 pen.). Il giudizio riguarda – molt
Quotidiano
6 luglio 2024
Bancarotta documentale. Il deposito tardivo rafforza gli indici di fraudolenza
La Corte di cassazione (Sez. 5 pen., Sent. n. 14931/2024) è tornata a pronunciarsi in merito al reato di bancarotta fraudolenta documentale, escludendo la possibilità di valutare come elemento di prova a favore dell’imputato il deposito nel corso del processo penale della documentazione contabile.
Quotidiano
2 ottobre 2024
Bancarotta e divieto di confisca di somme future
Il denaro di provenienza lecita che confluisca su di un conto corrente precedentemente “azzerato” dall’esecuzione di un provvedimento di sequestro o di confisca non può essere oggetto di apprensione in relazione al reato di bancarotta fraudolenta. È quanto emerge dalla lettura della sentenza n. 3
Quotidiano
17 settembre 2024
“Testa di legno” punibile solo per fatto consapevole
La “testa di legno” non concorre nel reato di bancarotta fraudolenta documentale con l’amministratore di fatto quando non emerge l’effettiva e concreta sua consapevolezza dello stato e della sorte delle scritture contabili. Occorre la dimostrazione della compartecipazione materiale e morale al fa
Quotidiano
16 settembre 2024
Concorso nel reato. La “testa di legno” può salvarsi con le dimissioni
Il prestanome rischia una condanna in relazione al reato di bancarotta fraudolenta se non rinuncia alla carica nel momento in cui capisce che l’amministratore di fatto sta compiendo irregolarità contabili. È quanto emerge, in estrema sintesi, dalla lettura della sentenza n. 16109/2024 della Corte di
Quotidiano
17 febbraio 2025
Bancarotta. Da provare il dolo del “prestanome”
L’assunzione solo formale della carica di amministratore non comporta un’automatica responsabilità penale in relazione alle condotte poste in essere da chi gestisce, in effetti, la società, occorrendo la prova del consapevole concorso della “testa di legno” nella realizzazione dei reati. È quanto
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