5 marzo 2025

Money mules e truffe online: le nuove frontiere del riciclaggio

Autore: Angela Taverna
Le truffe online sono ormai all’ordine del giorno. La Polizia Postale le definisce un “fenomeno in espansione”, tanto da aver reso necessaria, al suo interno, l’istituzione di una divisione specifica: la Financial Cyber Crime.

L’ultima frontiera in tema di truffe è rappresentata dall’apertura di nuovi conti correnti, detti “prestaconti” o mule account, con dati rubati, sui quali far transitare proventi di attività illecite, spesso con finalità di riciclaggio.

E se da un lato vi sono i cosiddetti “inconsapevoli” – anziani o persone con bassa alfabetizzazione informatica, che potremmo definire vittime “pure” – dall’altro vi è anche chi cede consapevolmente i propri dati in cambio di guadagni facili, spesso senza avere piena consapevolezza di entrare a far parte di un giro illecito. A volte sono loro stessi ad aprire un conto corrente, dando ai criminali la possibilità di accedere ed effettuare transazioni finanziarie dalle dubbie finalità.

I cosiddetti money mules vengono spesso contattati sulle varie piattaforme social. Solo in Italia la Polizia Postale ha scoperto 2.729 transazioni fraudolente con 879 “muli”, per un giro d’affari totale di 6 milioni di euro.

Come riconoscere una frode?

L’esca, solitamente, è rappresentata dai “soldi facili” offerti sui social in cambio di una commissione o di un lavoro da remoto che permette di guadagnare “molti soldi in breve tempo”.

Uomini e donne ben vestiti e apparentemente di successo, connessi di solito da grandi uffici di lusso in città come Miami o Dubai, promettono guadagni elevati e scalate rapide verso il successo, privi di rischi e con flessibilità oraria.

“I proventi di questo genere di reati accreditati sui mule account vengono, nella maggior parte dei casi, dirottati verso conti esteri, spesso localizzati in Paesi dell’Europa dell’Est o extra UE”, come affermato da Giuseppe Principato, counsel del team Regulatory Investigations dello studio legale Clifford Chance.

Solitamente, le organizzazioni che si servono di tali conti correnti sono quasi sempre transfrontaliere, rendendo imprescindibile la cooperazione internazionale che talvolta si rivela impossibile.

Si rende, dunque, necessario intervenire “alla fonte”, rendendo molto più difficoltosa l’apertura di un conto corrente bancario, rafforzando controlli e verifiche, anche in relazione ad accrediti ingenti e al loro monitoraggio. Fondamentale è, inoltre, l’investimento in tecnologie avanzate atte a sorvegliare l’operatività dei conti correnti, un impegno che gli istituti di credito stanno già portando avanti.

Altrettanto necessario sarà istruire le utenze a porre maggiore attenzione nella gestione degli investimenti e nei controlli, soprattutto se effettuati online.
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