4 aprile 2025

La rottamazione-quater non funziona, l’Inps recupera solo il 22%

Autore: Martina Giampà
Rottamazione quater quasi come un bluff per gli incassi: l’Inps deve recuperare crediti per 135,1 miliardi ma riesce a malapena a ottenerne 3,96 miliardi. Mentre si corre per la nuova adesione, i calcoli sono in negativo. A dirlo è stato il direttore generale vicario dell’Istituto di previdenza in…

Rottamazione-quater, la riapertura

Chi è decaduto dalla Rottamazione-quater al 31 dicembre 2024 può essere riammesso al beneficio presentando domanda, esclusivamente online, entro il 30 aprile 2025, indicando oltre ai debiti per i quali richiedere la riammissione anche il numero di rate con le quali si intende effettuare il pagamento: in un’unica rata entro il 31 luglio 2025 oppure, fino a un massimo di 10 rate consecutive, di pari importo, con scadenza rispettivamente le prime due il 31 luglio e il 30 novembre 2025 e, le successive, il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2026 e 2027.

Per presentare la domanda puoi scegliere tra due modalità:
  • online in area riservata accedendo tramite SPID, CIE o CNS, compilando il form e selezionando le cartelle/avvisi che si intende inserire nella domanda di riammissione;
  • online in area pubblica, compilando il form indicando sia il numero della cartella/avviso sia il numero della “Comunicazione delle somme dovute” originaria (allegando la documentazione di riconoscimento e l’e-mail per ricevere l’esito).

Quali cartelle rientrano nella riammissione

Sono riammessi solo i debiti già contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute” che era stata inviata in precedenza dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione a giugno 2023. Pertanto, solo escluse le cartelle ricevute successivamente; in caso di accoglimento della domanda di riammissione si terrà conto di eventuali pagamenti effettuati dopo la decadenza dalla Rottamazione-quater.

Una cosa importante da annotare: non rientrano nella riammissione i debiti risultanti da piani di pagamento in regola al 31 dicembre 2024. Quindi, per esempio, se si è decaduti perché non è stata versata la settima rata entro lo scorso 28 febbraio 2025 (+ 5 giorni di tolleranza) non è possibile essere riammessi al beneficio. La legge, infatti, è abbastanza chiara: possono accedere alla riammissione solo i contribuenti decaduti per insufficiente, tardivo o omesso versamento al 31 dicembre 2024.

Gli incassi sono deboli, dalla Rottamazione-quater l’Inps recupera solo il 22%

Al 31 dicembre 2024, l’Inps deve recuperare 135,1 miliardi di euro. Di questi, però quelli “realmente recuperabili” sono solo 18 miliardi e quelli “effettivamente recuperati” solo 3,96 miliardi. Mancano all’appello le rate del triennio 2025-2027.

Difficoltà di recupero

Negli ultimi anni la capacità di recupero dei crediti da parte della riscossione è diminuita, anche se il magazzino dei crediti non pagati continua a crescere. Dal 2000 al 2020 la capacità di recupero è stata piuttosto limitata, ma ci sono stati incassi maggiori nei periodi 2006/2010 e 2011/2015 (circa 1 miliardo di euro ciascuno). Dal 2016 al 2020 gli incassi sono aumentati a 13,4 miliardi, in parte grazie alle misure di definizione agevolata. Considerati gli ultimi interventi legislativi l’andamento dovrebbe rimanere tale anche per il 2025.

In sostanza, anche se l’Inps ha crediti per un totale di 131,1 miliardi di euro, una grande parte di questi crediti è difficilmente recuperabile. Solo 18 miliardi possono essere realmente recuperati attraverso le procedure di riscossione. Questo può succedere perché molte delle persone o aziende che devono questi soldi potrebbero non avere più i mezzi per pagarli (per esempio: potrebbero essere fallite, cessate o avere seri problemi finanziari).
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