2 aprile 2025

Fisco, in arrivo il nuovo "evasometro" contro l'evasione fiscale: come funzionerà

Un nuovo strumento che misurerà il rischio di evasione fiscale per scovare i furbetti che hanno elevati debiti erariali o comunque comportamenti finanziari sospetti

Autore: Miriam Carraretto
Fisco sempre più attento. Un nuovo strumento di controllo fiscale è pronto a entrare in funzione nel 2025. Si tratta di un evasometro, un sistema avanzato di analisi che misurerà il rischio di evasione fiscale per scovare i furbetti che hanno elevati debiti erariali o comunque comportamenti…

Un nuovo indice di rischio fiscale

Nel 2025, le indagini si rafforzeranno grazie alla Silver Notice, sistema di cooperazione internazionale che consente di interrogare le banche dati patrimoniali di oltre 50 Paesi, facilitando il recupero di beni sottratti al Fisco.

L’obiettivo del nuovo evasometro è chiaro: intercettare chi ha debiti con il Fisco eppure possiede capitali o proprietà all’estero o presso intermediari italiani. L’azione delle Fiamme Gialle non si limiterà al recupero crediti per contrastare l'evasione fiscale, ma punterà anche a prevenire la formazione di nuovi crediti inesigibili.

Verrà costruito un vero e proprio indice di rischio fiscale incrociando dati finanziari e fiscali, grazie anche allo scambio automatico di informazioni tra Stati secondo il Common Reporting Standard (CRS). Una volta stilate le liste dei contribuenti a rischio, le indagini passeranno alle Fiamme Gialle per approfondimenti sul campo.

Per rendere più incisivi i controlli, la GdF chiede che le comunicazioni alle banche dati fiscali avvengano con frequenza mensile, così da poter lavorare su dati aggiornati.

Cosa controllerà la Guardia di Finanza

Incrociando i dati per importi rilevanti e facendo controlli mirati, si può distinguere chi aderisce alla rottamazione fiscale in buona fede da chi lo fa in modo strumentale.

In particolare, l’attività della Guardia di Finanza si concentrerà su due strategie fraudolente che mirano a eludere i controlli dell'Agenzia delle Entrate:
  • le società “apri e chiudi”, partite IVA create e chiuse rapidamente per evitare controlli e accumulare debiti non pagati;
  • le frodi sui crediti d’imposta, un sistema che permette di sottrarre illecitamente risorse pubbliche destinate agli incentivi fiscali.

Le direttive prevedono di evitare verifiche fiscali quando non ci sono concrete possibilità di recupero, in riferimento soprattutto a società in procedure concorsuali o alle cosiddette “cartiere”, aziende fittizie create per emettere fatture false e prive di patrimonio reale.

Uno degli strumenti più efficaci per contrastare questi fenomeni è la chiusura d’ufficio delle partite IVA irregolari: nel 2024 sono state chiuse oltre 3.800 posizioni per manifesta irregolarità.

Proprio in questi giorni è stata scoperta un'evasione fiscale record nel settore auto, con multe e bolli non versati per 4,4 miliardi all’anno.
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