La Commissione europea ha approvato il libro bianco nel quale viene indicata la strategia per rafforzare le capacità di difesa e sicurezza europea. L’obiettivo è potenziare al massimo la difesa convogliando le risorse economiche nell’industria militare.
La flessibilità del patto di stabilità concessa ai 27 Stati membri vale 1,5% del Pil ed i paesi che vorranno utilizzare questo margine di flessibilità «sono invitati a chiedere l’attivazione della clausola di salvaguardia entro aprile». Le spese per la difesa ammissibili saranno sia quelle per gli investimenti che le spese correnti.
A ciò si potranno aggiungere 150 miliardi di euro di SAFE, (Security and Action for Europe), nuovo strumento di finanziamento degli investimenti nella difesa sulla base di circostanze eccezionali previste dall’articolo 122 del TFUE.
Nel contempo l’emissione di Bond di difesa sarà garantita dal bilancio comune, come le risorse di Next Generation Eu, con finanziamenti destinati a progetti di almeno 2 paesi, di cui uno deve essere membro UE che riceverà le risorse e l’altro che potrà essere anche solo un paese membro dell’Efta o l’Ucraina
7 priorità industriali
Secondo Bruxelles non vi sono carenze strategiche e tecnologiche nel settore militare europeo, ciò che manca è la capacità di sopperire alla lentezza nel fornire munizioni e armi in quantità sufficienti e in tempi rapidi.
Le aree considerate prioritarie e fondamentali per costruire una difesa europea forte e competitiva sono: difesa aerea e missilistica, missili, munizioni, droni, sistemi anti droni, mobilità militare, apparati per la guerra elettronica, attivatori strategici di posizione.
Ultimamente si è sentito parlare di necessità di potenziare una difesa comune ma in realtà comune sarà solo il coordinamento poiché all’Unione rimane soltanto un ruolo di supporto anche economico di coordinamento mentre gli Stati membri manterranno la responsabilità delle proprie truppe.
Nel libro bianco viene fatta espressa previsione circa il dirottamento dei fondi per gli investimenti strutturali della politica di coesione verso priorità militari e di difesa con un rafforzamento importante della capacità di difesa. Ed è proprio in virtù di ciò che la Commissione proporrà misure di flessibilità e incentivi per chi intenderà modificare i programmi con una stima di 50 milioni di euro dirottati sulla difesa.
I fondi di investimento saranno altresì destinati a finanziare progetti nei settori dei droni, dello spazio, della cybersicurezza, delle tecnologie quantistiche, delle infrastrutture militari e della protezione civile, con un raddoppio degli investimenti fino a 2 miliardi di euro.
Parallelamente, l’UE punta a mobilitare i risparmi privati per facilitare l’accesso ai finanziamenti da parte delle PMI e delle Mid-Caps. In questo contesto, uno degli obiettivi è indirizzare gli investimenti privati verso il settore della difesa attraverso l’Unione dei risparmi e degli investimenti.
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