28 marzo 2025

Cartelle esattoriali, prende piede l’ipotesi di condono

Condono tombale: soluzione alla crisi del “magazzino” della Riscossione?

Autore: Luciana Giampà
Le misure di definizione agevolata dei debiti residui non hanno avuto un impatto significativo sulla riduzione del volume del “magazzino” della Riscossione. La gestione del magazzino fiscale in carico all’Agenzia delle entrate – Riscossione e l’esame sul disegno di legge sulla rateizzazione dei…

Definizioni agevolate: gli effetti sul “,agazzino”

Nell ‘audizione presentata ieri in commissione Finanze e Tesoro del Senato, dal direttore dell’Agenzia delle entrate – Riscossione, Vincenzo Carbone, oltre a fornire delle specifiche sul carico residuo contabile che vede le cartelle esattoriali a quota 173 milioni, per un totale di 21,8 milioni di contribuenti debitori per un importo di 1.272 miliardi di euro, è stato fatto il punto sugli effetti delle definizioni agevolate nell’ultimo ventennio.

Andiamo con ordine.

Nel corso degli ultimi anni, si sono succeduti diversi interventi normativi finalizzati ad un progressivo smaltimento del magazzino. Le misure di definizione agevolata hanno contribuito e contribuiranno nei prossimi anni, sulla base delle scadenze dei piani di pagamento inviati ai contribuenti, a sostenere i risultati di riscossione ma, tuttavia, non hanno inciso significativamente sulla riduzione del volume complessivo dei crediti ancora da riscuotere, costituito principalmente da quote di ammontare rilevante, le cui aspettative di riscossione, se non remote, sono comunque marginali rispetto all’entità del loro impatto residuo.

Di seguito una specifica completa degli effetti delle varie edizioni della definizione agevolata.

Prima edizione della rottamazione

Analizzando i dati, la prima edizione della cosiddetta “rottamazione” – introdotta dal Dl n.193/2016 – ha ridotto il magazzino di circa 13,6 miliardi di euro, a fronte di un importo riscosso a totale di “capitale” di circa 9,3 miliardi di euro e ha registrato un tasso didecadenza” – inteso come il rapporto tra quanto non corrisposto dai contribuenti entro le scadenze previste dalla legge, rispetto all’importo che sarebbe stato complessivamente da pagare entro tali scadenze – pari al 53%.

Rottamazione – bis e Rottamazione – ter

La “Rottamazione – bis”, di cui al Dl n.148/2017, insieme alla “Rottamazione – ter”, introdotta dal Dl n.119/2018, in cui è parzialmente confluita, hanno ridotto il magazzino di circa 13,9 miliardi di euro, a fronte di un importo riscosso, a titolo di “capitale” pari a 11,9 miliardi e hanno registrato tassi di “decadenza” rispettivamente al 68% e al 70%.

Saldo e Stralcio

L’istituto del “Saldo e Stralcio” – di cui alla legge n.148/2015 – ha inciso sul magazzino per circa 3,9 miliardi, a fronte di un importo complessivamente riscosso, a titolo di “capitale”, pari a 0,8 miliardi di euro, con un tasso di “decadenza” pari al 45%.

Rottamazione quater

Per quanto riguarda l’incidenza sul “magazzino” della Rottamazione – quater è necessario attendere la scadenza di tutte le relative date per poter avere dei dati certi. Alla data del 31 dicembre 2024 l’importo riscosso risulta pari a 12,2 miliardi di euro, con un tasso di “decadenza” pari al 49%. Nell’ipotesi in cui i contribuenti con piani rateali in corso dovessero proseguire regolarmente nel pagamento degli importi dovuti alle scadenze previste, l’impatto complessivo della “Rottamazione – quater” sul magazzino potrebbe stimarsi in un valore di 38,5 miliardi.

“Mini debiti”: impatto sulle definizioni agevolate

Per quanto riguarda le misure di annullamento, i cosiddetti “mini debiti”, le definizioni agevolate hanno determinato una “riduzione del magazzino” di circa 38,6 miliardi per lo “stralcio dei carichi” di importo residuo fino a 1.000€ affidati dal 2000 al 2010, di circa 26,7 miliardi di euro per lo “stralcio” dei carichi di importo residuo fino a 5.000€ affidati dal 2000 al 2010, mentre per lo “stralcio” dei carichi di importo residuo fino a 1.000€ affidati dal 2000 al 2015, la riduzione del “magazzino” residuo è stato di circa 18,9 miliardi di euro.

Audizione dell’UPB sulla gestione del magazzino fiscale

In audizione alla commissione Finanze del Senato, il consigliere dell’ufficio parlamentare di bilancio, Valeria De Bonis, ha sottolineato che i numerosi interventi normativi degli ultimi due decenni non hanno inciso in maniera significativa sulle inefficienze che caratterizzano la riscossione coattiva, con ricadute su dimensione e qualità del magazzino dei crediti affidati alla riscossione, oltre che sulle entrate delle Amministrazioni pubbliche. Inoltre, le ripetute e stratificate misure di definizione agevolata e annullamento dei debiti pregressi contribuiscono ad alimentare nei contribuenti aspettative di future agevolazioni e condoni, con ripercussioni negative sui versamenti per adeguamento spontaneo, sulla riscossione ordinaria e su quella coattiva ordinaria e, in generale, sul livello di tax complaice.

Per una riduzione consistente del magazzino dei crediti è necessario un intervento organico di riforma che preveda, tra le altre cose, oltre alla cancellazione automatica dei crediti divenuti inesigibili, un ulteriore potenziamento ed efficientamento del meccanismo di riconoscimento dell’inesigibilità del credito.

Ipotesi condono tombale

L’Ufficio Parlamentare di bilancio, durante l’audizione, torna a parlare di condono sui debiti di difficile esigibilità, per consentire all’Agenzia delle entrate – Riscossione di concentrare la propria azione sui crediti effettivamente riscuotibili.

Un’ipotesi che coinvolge anche le mini – cartelle che, secondo quanto emerso dai dati UPB, a fine 2023 interessavano una platea di 22,4 milioni di contribuenti, concentrati per il 71% nella fascia di debito residuo entro 5.000€ a cui corrisponde solo il 3,5% del valore di carico affidato.

È maggiore, invece, la percentuale in termini di valore del carico residuo contabile, dei debiti superiori a 100.000€ che incidono per il 73,2%.
Dunque, la cancellazione di crediti di importo basso avrebbe poco impatto sul fronte della diminuzione del magazzino.

In conclusione, il condono potrebbe essere una possibile strada da intraprendere, considerando l’impatto di queste misure sul fronte dell’equità fiscale. D’altro canto, cancellare una quota di tasse e imposte non versate, non sarebbe un buon segnale.
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